…Nell'antichità...

aglio

L'aglio  lascia le sue primissime tracce in Asia; infatti nell'antica Cina aveva la fama di garantire quasi una vita eterna. Secondo un naturalista svedese vissuto nel XVIII secolo, la sua provenienza era la Sicilia; per altri cresceva spontaneo in India ed in Asia centrale; per altri ancora nel deserto del Kirghisi. Il riferimento più antico lo possiamo trovare in alcuni documenti in sanscrito nei quali è definito “l'uccisore dei morti”, anche se la prima citazione certa sull'aglio la possiamo rinvenire nel più antico testo medico conservato, il CODEX EBERS (1550 a.C.), un papiro egiziano lungo 20 metri che contiene almeno un centinaio di formule terapeutiche; l'aglio è in una ventina di esse come rimedio efficace contro il mal di testa, le punture degli insetti e per lenire i dolori.

Sempre in Egitto sono stati trovati resti di aglio nella tomba di Tutankhamon; lo stesso prodotto viene citato anche nelle iscrizioni della piramide di Giza. Veniva somministrato agli schiavi addetti ai lavori pesanti per aumentarne la resistenza fisica e godeva dello status di pianta sacra.

Nel X Canto dell'Odissea, Ulisse ricorda l'aglio per le sue virtù protettive contro i filtri magici della Maga Circe.

I risultati della medicina egiziana, rielaborati per eliminare formule e riti magici, furono ripresi dai Greci, tra cui Ippocrate di Cos (460-377 a.C.). Gli stessi Greci che facevano sport consumavano aglio prima delle competizioni.

Nella Roma Imperiale veniva largamente utilizzato da contadini e soldati; l'aglio era distribuito nelle legioni dei soldati per prevenire le infezioni e per esaltare le “virtù” maschie delle truppe: dalla foga per il combattimento al disprezzo per la paura; per questi motivi i romani ne fecero un pianta sacra a Marte, dio della guerra.

Nella antica Roma l'espressione latina “allium olere” (puzzare d'aglio) si usava per indicare coloro che appartenevano ad una classe sociale più bassa.

I Romani furono i primi a diffonderlo in Europa e a renderlo noto anche tra le popolazioni

barbare, che fino al loro arrivo non lo conoscevano. “Allium sativum” viene menzionato da Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia” e nelle opere di Terenzio Varrone, Ovidio e altri autori dell'epoca.

…Scorrendo i secoli...

manoscritto

Troviamo la pianta citata in un manoscritto del XVI secolo, l' “Erbario di Urbino”: una preziosa raccolta di ricette che uniscono medicina popolare a conoscenze empiriche sulle virtù terapeutiche delle piante.

L'autore è anonimo. Il manoscritto, conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, riporta le virtù di altre 62 piante medicamentose.

 

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Quando la peste fece la sua comparsa in Europa, l'aglio divenne un ingrediente prezioso e ricercato dai medici, che pensavano fosse l'unico rimedio contro la malattia.

La scuola salernitana, allora massima esponente della medicina occidentale, suggeriva l'aglio nelle sue “regole” come rimedio contro i veleni. Infatti i medici di quell'epoca quando si recavano in visita ai malati si coprivano con una maschera, una specie di becco d'uccello, al cui interno venivano inseriti gli spicchi di aglio e spezie per difendere il guaritore dal contagio.

In epoca Rinascimentale l'aglio, assieme alla cipolla, venne riconosciuto essenzialmente per le qualità fitoterapeutiche: ma a poco a poco entrambi furono allontanati dalla cucina

delle corti, perchè il loro profumo era ritenuto troppo plebeo e volgare per le narici e il loro gusto troppo forte per i palati, ma soprattutto per gli aliti raffinati dei signori. Le classi contadine, invece, continuarono a godere del piacere di cucinare piatti gustosi e saporiti.

Nel 1858 Luigi Pasteur determinò scientificamente le qualità antibiotiche dell'aglio: nel 1918 durante “la spagnola”, una terribile influenza che colpì l'Europa, in molti paesi si usò la pianta per arginare l'epidemia; e all'inizio del 1900 Albert Schweitzer lo utilizzò in Africa come unico rimedio contro la dissenteria.

Da ricordare, infine, che nel corso della storia è stato utilizzato per combattere le epidemie di tifo, la tubercolosi e perfino il colera.

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Categoria: L' aglio

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