CREDENZE POPOLARI SULL’AGLIO
L’Aglio già nella antichità era una pianta che o si amava o si odiava, l'uomo ha sempre attribuito a questo bulbo virtù scaramantiche. Questo veniva utilizzato come talismano contro gli attacchi dei vampiri e come antidoto contro la follia e il malocchio, ma veniva usato anche per il suo potere di allontanare le streghe; inoltre si diceva avesse la virtù di far guarire dai malefici e di essere un portafortuna o porta ricchezze. Questo molto probabilmente era legato alle sue proprietà antibatteriche, in quanto questi spiriti erano considerati dei parassiti che portavano le malattie.
Alessandro Magno dedicò la pianta agli dei della guerra, ritenendo che i soldati sarebbero diventati più valorosi quando l’avessero assunta. Aristofane (IV sec. a.C.) scrive: "Ora ingoiate questi spicchi d'aglio. Imbottiti d'aglio troverete maggiore ardore nel combattere". Afrodisiaco molto attivo nella tradizione popolare, l’aglio annovera anche diverse testimonianze “più qualificate” che gli attribuiscono questa qualità.
I rabbini suggerivano di consumarlo il venerdì per ravvivare il letto coniugale.
I Romani, per i quali la pianta era sacra a Cerere (dea della fertilità), ne mangiavano grandi quantità durante i banchetti, e Plinio lo raccomandava come stimolante sessuale “… pestato insieme a coriandolo fresco e preso nel vino puro”.
Le credenze della civiltà agreste giudicavano inoltre l'aglio la “spezieria dei contadini" o la “farmacia dei poveri".
Trovava largo utilizzo sia per uso esterno che interno. Nel primo caso serviva se ridotto in poltiglia per ammorbidire i calli, se arrostito sulla brace per strofinare i geloni, se a spicchi freschi per lenire i bruciori delle punture d’insetti. Per uso interno era consumato fresco al fine di abbassare la pressione sanguigna, cotto nel latte come antidoto contro la tosse.
L’aglio veniva anche considerato pianta magica, da utilizzare come simbolo protettivo appeso a porte e finestre per tenere lontano gli spiriti maligni, o cucito in un sacchetto da portare al collo contro ogni malattia.
Nelle tradizioni popolari l'aglio è anche considerato un talismano collegato al solstizio d'estate tanto che diversi proverbi recitano: "Chi non compra l'aglio il giorno di San Giovanni povero tutto l'anno". Il Santo si festeggia il 24 giugno e cade proprio il giorno del solstizio d'estate, nella notte che precede la festa di San Giovanni si consiglia di portare addosso l'aglio insieme ad altre erbe (iperico, ruta o artemisia) per proteggersi dalle streghe che in quella data si recavano a cavallo delle loro scope, volando sopra la Basilica di San Giovanni in Laterano, a celebrare il grande sabba annuale nella “notte delle streghe”.

“Il Sabba delle streghe” Francisco Goya, 1819-1823
olio su tela 140 cm x 438 cm
Madrid, Museo del Prado
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