Storia e origine
La specie è nativa delle aree tropicali delle Americhe dove la coltivazione era già praticata 5000 anni fa. Si diffuse in modo rapido in tutta la regione, Caraibi inclusi.
Importata dopo la colonizzazione delle Americhe, si diffuse in Europa e anche in Asia, dove la sua presenza in Cina era documentata già nel tardo XVI secolo. Le patate dolci erano conosciute anche in Polinesia prima delle esplorazioni da occidente. Come esattamente la specie sia arrivata sino in Oceania è l'oggetto di un vivace dibattito che coinvolge osservazioni archeologiche, linguistiche e genetiche.
In Italia la patata fu introdotta dai Carmelitani scalzi, che dalla Spagna ne portarono un bel po’ in dono a papa Pio V (1566-1572) il quale, grande appassionato di botanica, ne riempì i giardini vaticani, guardandosi bene però dal mangiarla. Dalla seconda metà del 1600 le patate americane comparvero per la prima volta in Toscana, dove però vennero considerate come una curiosità botanica.
Nel 1880 il Duca Antonio Donà dalle Rose decise di coltivare questo tubero, nei propri terreni vicini all’Adige in provincia di Rovigo (in particolare a Valliera, dove nei ridotti poderi posseduti dagli agricoltori, la coltivazione della patata americana si è molto sviluppata, tanto che è stata costituita un'associazione per i produttori de "Le Americane di Valliera"). La patata americana si diffuse da lì all’altra sponda dell’Adige, in territorio padovano, soprattutto nei paesi di Anguillara e Stroppare.
Il principale motivo per il quale vengono coltivate in questi territori è la conformazione del terreno particolarmente favorevole per la presenza di campi alluvionali che sono stati coperti da uno strato di torbe, particolarmente ricche di materia organica. Queste condizioni, sono determinanti per la crescita, lo sviluppo, le caratteristiche organolettiche ed infine la qualità del tubero.
Attualmente le patate dolci vengono coltivate in Sicilia, Lazio, Puglia e Veneto
Nel Polesine la coltivazione della patata dolce era particolarmente diffusa fin dal secondo dopo guerra come sostentamento delle famiglie che la guerra aveva notevolmente impoverito e dove era diffuso il fenomeno del bracciantato.
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