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Cenni storici
Le proprietà terapeutiche della pianta erano riconosciute anche dagli antichi greci, che attribuivano alla cicoria e al radicchio la capacità di curare l’insonnia. Provengono da numerosi trattati le testimonianze di questi usi, e anche negli scritti dei Romani si parla del radicchio, come nei testi di botanica del X secolo d.C.. Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) nella “Naturalis Historia” lo cita evidenziandone le capacità depurative e Galeno (129-216 d.C) la definisce “erba amica del fegato”. Il maggiore esperto di gastronomia dell’antichità, Apicio, consiglia nel suo “De re coquinaria” di servire il radicchio o la cicoria selvatica con garum*, poco olio… e cipolla affettata (“intubae ex liquamine, oleo modico, …cepa concisa”).
La radice della cicoria serviva anche per fare un surrogato del caffè, impiego risalente al XVII secolo, il cui uso è stato ripreso anche nell’ultima guerra mondiale, tutte le volte che il caffè era, per vicende varie, introvabile.
*Il garum è una salsa liquida di interiora di pesce e pesce salato che gli antichi Romani aggiungevano come condimento a molti primi piatti e secondi piatti.
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La storia della Centrale Ortofrutticola di Lusia A Lusia le larghe strade del paese sono quotidianamente percorse da trattori e camion che trasportano i prodotti della fertile campagna circostante. Il loro punto di riferimento è la Centrale Ortofrutticola, alla quale arrivano e dalla quale partono, per diverse destinazioni, i frutti di questa terra. Ecco, di seguito, qualche cenno sulla sua storia, lunga più di cinquanta anni… |
... tutto ebbe inizio nel settembre 1955, quando nel territorio del Comune di Lusia, ricco di terreni fertili e adatti all’orticoltura, con molte aziende introdotte nel settore, su iniziativa della C.C.I.A.A. (Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura) di Rovigo venne fondata la Centrale Ortofrutticola, con il preciso scopo di mettere a disposizione di questa area una struttura con funzione di punto di riferimento per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli.
Dagli abitanti chiamato in dialetto "el marcà" (il mercato), il centro è nato su un’area di pochi metri quadrati sotto una tettoia in muratura, dove gli ortolani portavano la propria merce ed il commerciante l’acquistava. Negli anni successivi la crescita esponenziale dei prodotti conferiti, (sia in quantità che numero di varietà) passati dai 19.000 quintali del 1955 con circa 16 varietà presenti, ai 700.000 quintali del 1989 con circa 60 varietà presenti, per poi attestarsi a circa 500.000 quintali annui, portò la C.C.I.A.A. di Rovigo ad ampliare le strutture esistenti costruendo nuovi fabbricati adibiti a stand per le contrattazioni e a magazzini; in tal modo il mercato arrivò ad occupare una superficie complessiva di circa 45.000 metri quadri.
Dal 1955 ad oggi indubbiamente si è assistito ad una trasformazione della realtà economica di Lusia e dei paesi limitrofi, che ha portato gli ortolani da una situazione di povertà all’indomani della guerra, ad una condizione di benessere della quale hanno beneficiato anche altre attività collegate alla produzione ortofrutticola.
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Foto dell’ insegna sovrastante la facciata del mercato ortofrutticolo e sulla quale è ricordato il cinquantesimo anniversario della fondazione, celebrato nel 2005. |
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