STORIE – CREDENZE e TRADIZIONI LEGATE alla ZUCCA
In ambito ecclesiastico la zucca fu utilizzata dagli studenti di Enea Silvio Piccolomini, futuro papa Pio II, e in particolare da Antonio Vignali nella sua opera “cazzaria”, dove è riportato il fatto che le cose migliori, ovvero i semi celati all’interno della zucca, sono come le qualità dell’uomo semplice, cioè se ne stanno nascoste per bene.
Tuttavia la zucca non è solo fonte di cose positive infatti è ispirazione di simboli ed emblemi negativi in quanto alla sua bellezza esteriore non corrisponde un altrettanto valore nutrizionale.
Viene anche rappresentata come simbolo di brevità: Albrecht Durer nel suo San Girolamo nello studio l’ha dipinta come emblema della brevità della vita e della felicità, sulla base di una tradizione iconografica, in quanto la zucca in un brevissimo spazio di tempo diventa altissima e con la stessa rapidità perde vigore e cade a terra.
IL MONDO CELTICO
La notte fra il 31 ottobre e il primo novembre cadeva la più importante festa celtica, la festa di Samhain. Era la notte del capodanno celtico e nelle case venivano spenti i focolari per poi essere riaccesi con i fuochi sacri dei druidi. Venivano anche accesi grandi falò, che avevano funzione propiziatoria per il nuovo anno. Quella era la notte in cui i morti tornavano nelle loro case per scaldarsi e comunicare quei vivi.
LA FESTA DI OGNISSANTI E LA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
La celebrazione e i festeggiamenti per la festa di Samhain erano radicate tra la popolazione dell’Irlanda del V secolo, quando la chiesa decise di non abolire la festa, ma di assorbirla nel proprio ambito dandole un significato cristiano.
Per questo motivo papa Gregorio II nell’ 835 spostò la festa di ognissanti da maggio al primo novembre.
DEA IN GRECIA
Ateneo,uno scrittore dell’antica Grecia vissuto in Egitto nella città di Naucrati, riferisce che nella città greca di Sicione, una città del Peloponneso in Grecia, situata sul golfo di Corinto, si adorava una dea delle zucche chiamata Kolokasìa Athenai.
MITI E LEGGENDE
Nell’antichità la zucca, con i suoi molti semi, fu considerata sia in Occidente che in Oriente simbolo di resurrezione dei morti; a testimonianza di ciò infatti nelle antiche tombe del Wurtenberg, una regione del sud ovest della Germania con capitale Stoccarda, sono state ritrovate noci, nocciole, zucche considerate un mezzo per l’ascesa al cielo.
Infatti nella festa di Halloween, la notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre, è usanza svuotare le zucche, decorarle per farle sembrare delle teste mostruose e illuminarle dall’interno con un lumino, sistemarle sui davanzali per rappresentare l’arrivo dei morti nella notte che segna la fine dell’anno per i Celti, un insieme di popoli indoeuropei che abitavano principalmente le isole britanniche e le loro vicinanze nel III secolo A.C.
Ateneo,uno scrittore dell’antica Grecia vissuto in Egitto nella città di Naucrati, riferisce che nella città greca di Sicione, una città del Peloponneso in Grecia, situata sul golfo di Corinto, si adorava una dea delle zucche chiamata Kolokasìa Athenai.
LEGGENDA DELL’AMERICA CENTRALE
In America centrale il suo valore è molto simile come dimostra una leggenda.
La leggenda narra la storia di un uomo molto potente chiamato Iaia e della morte del suo unico figlio che venne seppellito in una zucca gigante posta ai piedi di una montagna.
Dopo qualche tempo il padre tornò a fare visita alla tomba del figlio, ma aprendo la zucca del corpo non vi erano più tracce e al suo posto trovò dell’acqua con dei pesci che nuotavano dentro; spaventato da ciò, il padre richiuse la zucca e tornò al suo villaggio.
Quattro fratelli che vivevano nella cittadina, convinti che all’interno della zucca fossero custoditi immensi tesori, decisero di rubarla, ma vennero colti in fragrante dallo stesso Iaia mentre la stavano sollevando.
Spaventati dal suo arrivo lasciarono cadere la zucca che si ruppe in tanti pezzi e l’acqua che vi era all’interno fuoriuscì formando, secondo la leggenda, gli oceani e i mari.
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Il 31 ottobre, la vigilia di Ognissanti, si festeggia Halloween, ricorrenza americana amata dai bambini.
Le zucche vengono svuotate, scolpite con sembianze “stregonesche” e illuminate all’interno con candele.
L’usanza di intagliare delle zucche per la festa di Halloween nacque in Irlanda dalla leggenda di Jack- o’- lantern risalente a centinaia di anni fa.
Si racconta che Jack, un miserabile vecchio ubriacone, si divertisse a giocare scherzi a chiunque: alla famiglia, agli amici, a sua madre e perfino al diavolo.
Un giorno, mentre il diavolo si stava arrampicando su un albero di mele, Jack lo intrappolò circondando il tronco di croci.
Il diavolo era bloccato sull’albero e jack gli strappò la promessa di non prendersi la sua anima quando sarebbe morto.
Solo allora tolse le croci e lasciò andare il diavolo.
Qualche anno dopo, il giorno della sua morte, Jack salì al cielo, ma San Pietro gli disse che aveva avuto una vita troppo crudele e miserabile per entrare in paradiso.
Allora si recò all’inferno dal diavolo, il quale però mantenne la promessa e non gli permise di entrare all’inferno.
Jack era impaurito, non sapeva dove andare, era destinato a vagare per sempre nelle tenebre tra l’Inferno e il Paradiso.
Il diavolo allora prese un tizzone e glielo diede per aiutarlo a illuminare il cammino.
Jack posizionò il tizzone in una rapa, uno dei suo cibi preferiti che portava sempre con sé, dopo averla scavata.
Da quel momento in poi Jack si aggirò sulla terra senza un posto dove andare, illuminando la via come poteva con la sua Jack- o’- lantern.
Nel 1800 quando ci fu una forte emigrazione irlandese in America, scoprirono che le zucche erano più grandi e più facili da scavare; quindi sostituirono le rape con le zucche.
Lo scopo delle lanterne era quello di tenere lontano gli spiriti maligni e l’anima di Jack.

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