Questa abitudine deriva probabilmente dal Basso Medioevo, quando i signori cominciarono a preoccuparsi anche della scenografia dei piatti; il motivo della lardellatura, infatti, non è tanto il sapore (anche se questo procedimento mantiene morbida la carne) ma il fatto che, una volta servita la carne, quello che resta dei lardelli la “decorerà”.
Il maiale è un animale estremamente semplice da allevare e nutrire; per molti secoli è stata l’unica alternativa alla carne degli animali da cortile, per i contadini. Solitamente nel Medioevo veniva allevato in branchi allo stato brado, e ucciso verso la fine dell’anno, quando non si trovava più foraggio. Ma al di la delle tradizioni contadine, il motivo per cui la carne di maiale è la più usata in cucina è la sua versatilità: non solo è commestibile dalla testa ai piedi (coda compresa), ma cambia sapore a seconda del trattamento effettuato una volta macellato, tanto da sembrare addirittura una carne diversa.
La proporzione olio-vino varia a seconda del tipo di cottura che si sceglie; la marinatura a maggioranza di olio è preferibile per arrosti e grigliate, mentre per i brasati o stufati è preferibile usare una maggioranza di vino, in quanto il vino ammorbidisce di più le fibre della carne.
Preparare una minestra “piatto unico” è una antica consuetudine contadina; la domenica si preparava il bollito misto e nella tarda mattinata gli uomini della casa bevevano una tazza di brodo con una fetta di pane raffermo.
Come conservare le carni
La distinzione delle carni fra rosse e bianche permette di meglio conoscerne le differenze e quindi anche i metodi di conservazione. In generale si può affermare che entrambe possono essere congelate e surgelate, ma le carni bianche sono più delicate e necessitano quindi di maggiore attenzione a livello di conservazione in frigorifero. Le carni bianche possono essere conservate in frigorifero anche già cucinate per un paio di giorni senza che si deteriorino.
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