E’ da qualche anno che l’Istituto alberghiero “Giuseppe Cipriani” di Adria cerca di far riscoprire i piatti tipici che caratterizzano la nostra cultura gastronomica.
Non si tratta, però, di una moda del momento ma piuttosto di una vera e propria missione che, un istituto come questo, ha il dovere di perseguire.
Al giorno d’oggi tutte le scuole devono essere al passo con i tempi se non addirittura avere “ un piede nel futuro”, per essere capaci di preparare i ragazzi ad un mondo sempre più complesso e dinamico. Ma questo non significa abbandonare il nostro passato per cercare chissà quali novità.
Infatti il progetto “Polesine da gustare” parte proprio da quei piatti che appartengono alla nostra tradizione, per “incontrare” tutto quello che è la nostra cultura.
Anche i piatti comunicano e raccontano la loro “storia” forse umile ma comunque ricca di significato. Ma quanti e quali sono i prodotti gastronomici di spicco del nostro Polesine ? Sono molti e molto diversi fra di loro. E per evitare elenchi noiosi abbiamo pensato di creare un ipotetico menu che possa raccogliere quelli che noi crediamo essere i piatti che più ci rappresentano.
L’antipasto che solo idealmente (ahimè per voi e per noi)vi proponiamo, prevede un ricco ventaglio dei nostri salumi più pregiati: dalla bondola polesana, ai salami sapientemente lavorati con o senza aglio, senza scordarsi di qualche fetta di pancetta ben aromatizzata con il pepe in grani.
Come primo, vi proponiamo la semplicità della “pasta e fasoi”, un piatto povero ma che oggi campeggia nei menu dei migliori ristoranti: un vero tocco rustico nella nostra modernità.
Per chi fosse amante, invece, dei risotti vi consigliamo il nostro riso
“alla canarola” che ha ottenuto il marchio IGP, un prodotto molto apprezzato perché sa accompagnarsi egregiamente sia con i frutti di mare che con altre eccellenze provenienti invece dai nostri orti (chi non ha mai sentito parlare dei “risi e bisi” ?)
In un territorio come il nostro, dove domina l’acqua di fiume e di mare, non possono mancare cefali, orate, branzini, ma anche vongole, cozze, “fasolari”, che sono cucinati con grande semplicità e bravura.
I fiori all’occhiello della cucina tipica Polesana restano, però, l’anguilla in umido e le famose “sarde in saor” ( esempi di come piatti poveri dimostrino una forte personalità).
Agli amanti della carne, invece, il Polesine propone non solo la selvaggina classica servita con la polenta alla griglia, ma anche prelibatezze come il mussetto e la gallina ( per i più fortunati quella “ermellinata” è una squisitezza).
Come contorno, offriamo un misto di insalata “gentile” o “cappuccia” cotta o cruda oppure le patate dolci di Valliera lessate o soffocate in padella con rosmarino, aglio e pepe.
La chiusura spetta alle nostre crostate di frutta, l’unico dessert che chissà perché, va bene sempre e ci riconcilia con il mondo.
Il caffè è d’obbligo e zuccherato con il miele del Delta ci riporta dolcemente nel presente.
Chissà se siete riusciti, leggendo questo articolo, a recuperare dalle cantine delle vostre memorie i sapori e gli odori dei piatti che vi abbiamo descritto, ……. Se davvero fosse così, noi ne saremmo davvero entusiasti….. Ma a proposito di cantine……non abbiamo parlato dei nostri vini !! Qui però bisogna aprire un nuovo capitolo. Non ci resta che darvi appuntamento alla prossima puntata. Oppure vi aspettiamo presto nel nostro ristorante didattico.
La classe 5° B Ristorazione.
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